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Sentenza

Nei procedimenti a citazione diretta, l’udienza predibattimentale, introdotta come strumento di filtro per garantire il principio di efficienza processuale, può concludersi con una sentenza di non luogo a procedere.
Nei procedimenti a citazione diretta, l’udienza predibattimentale, introdotta come strumento di filtro per garantire il principio di efficienza processuale, può concludersi con una sentenza di non luogo a procedere.
Corte di Cassazione, Quinta Sezione Penale, sentenza 7370 del 2026, 
Nei procedimenti a citazione diretta, l’udienza predibattimentale, introdotta come strumento di filtro per garantire il principio di efficienza processuale, può concludersi con una sentenza di non luogo a procedere. Questo avviene quando, sulla base degli atti di indagine trasmessi al giudice, emergono elementi che non consentono una ragionevole previsione di condanna, come previsto dall’art. 554-ter, comma 1, del codice di procedura penale, senza configurare abnormità, regressione indebita o stasi del procedimento. La Corte di Cassazione, Quinta Sezione Penale, con sentenza 7370 del 2026, chiarisce così che la nozione di abnormità dei provvedimenti giudiziari alla gestione delle udienze predibattimentali nei procedimenti a citazione diretta si applica solo a provvedimenti che presentano anomalie radicali, strutturali o funzionali, non inquadrabili nel sistema normativo processuale e che determinano una stasi insanabile del procedimento.
Avv. Antonino Sugamele

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