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Sentenza

Le dichiarazioni verbalizzate dall’investigatore privato sono inutilizzabili
Le dichiarazioni verbalizzate dall’investigatore privato sono inutilizzabili
È quanto stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 8019 del 2 marzo 2026.

La Corte d’Appello aveva confermato la sentenza del G.u.p. del Tribunale, che, all’esito di giudizio abbreviato, aveva assolto l’imputato dall’accusa per il reato di violenza sessuale aggravata perché́ il fatto non sussiste. Secondo la contestazione, l’imputato, con violenza, avrebbe costretto la minore a subire atti sessuali; in particolare, trovandosi con la stessa sul divano, le avrebbe toccato l’addome scendendo fino alla zona genitale, baciandola dietro l’orecchio e sul collo.

La parte civile aveva presentato ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d’Appello. Tra i motivi proposti, si deduceva violazione di legge, in relazione agli artt. 181, 199, comma 2, 191 e 391-bis, commi 2 e 6, c.p.p., a norma dell’art. 606, comma 1, lett. c), c.p.p., avuto riguardo alla ritenuta validità e utilizzabilità dei verbali di sommarie informazioni rese in sede di indagini difensive dalle persone informate sui fatti ad un investigatore privato.

Avv. Antonino Sugamele

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