La Cassazione ha confermato la condanna per peculato a carico dell’imputato che aveva aperto diversi conti correnti su cui confluivano le somme ricavate dalle vendite giudiziarie, dirottate tramite bonifici istantanei su un proprio conto personale.
Cass. pen., sez. VI, ud. 16 dicembre 2025 (dep. 10 marzo 2026), n. 9180
Presidente De Amicis - Relatore Ricciarelli
La Corte d’Appello di Napoli aveva confermato la condanna per peculato continuato a carico di un professionista delegato alle vendite in esecuzioni immobiliari che aveva aperto, presso una filiale bancaria di Napoli, diversi conti correnti in cui erano affluite le somme destinate alle procedure, che aveva successivamente trasferito, mediante bonifici istantanei, su un proprio conto personale aperto a Torre del Greco.
Nel ricorso si denunciava l’incompetenza territoriale del Tribunale di Napoli, sostenendo che la consumazione del reato dovesse essere individuata nel luogo da cui erano stati disposti i bonifici tramite home banking o, in alternativa, nel luogo in cui era stato acceso il conto corrente su cui erano state infine dirottate le somme (in entrambi i casi Torre del Greco).
La Cassazione ha rigettato la censura.
Il delitto di peculato si consuma nel momento in cui ha luogo l’appropriazione della res e del denaro da parte dell’agente e, di conseguenza, ha luogo l’interversione del titolo di possesso a suo favore.
Di conseguenza, la competenza territoriale deve essere individuata nel luogo in cui tale interversione avviene.
12-03-2026 14:16
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