Estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
Cass. pen., sez. II, ud. 25 marzo 2025 (dep. 1 aprile 2025), n. 12497
Presidente Pellegrino - Relatore D'Auria
No alla giustizia “fai da te”: inaccettabile l’azione con cui la vittima di un furto pretende con violenza dal ladro un risarcimento in contanti. Impossibile, chiariscono i Giudici, parlare di mero esercizio arbitrario delle proprie ragioni; più corretto, invece, catalogare il fatto come una estorsione in piena regola.
Una donna accusata per aver costretto, con violenza, un uomo a darle una corposa somma di denaro. Per difendersi, però, la donna racconta di avere agito così per rifarsi sull'uomo, il quale, a sua volta, le aveva precedentemente rubato due telefonini, ma per i Giudici del merito la sua condotta è estorsione, aggravata dalla violenza compiuta sull'uomo.
03-04-2025 06:43
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