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Sentenza

Cancellato dalla Camera in via definitiva l'abuso di ufficio.
Cancellato dalla Camera in via definitiva l'abuso di ufficio.
Cancellato l’abuso d’ufficio. Ieri la Camera ha votato in via definitiva il primo articolo del disegno di legge Nordio, quello con le norme di diritto penale sostanziale. Abrogato quindi uno dei più classici reati contro la pubblica amministrazione e drasticamente modificato il traffico d’influenze. Il voto sul resto del provvedimento , con le misure sulle intercettazioni, sulla custodia cautelare , sull’inappellabilità delle assoluzioni, è atteso per martedì.

A sostenere la cancellazione del reato e l’inutilità di semplici ritocchi (da ultimo peraltro l’abuso d’ufficio era stato modificato dal governo Conte 2 nell’estate del 2020) più di tutti è stato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, invocando l’ormai proverbiale ”paura della firma” e la burocrazia difensiva che paralizzerebbe le pubbliche amministrazioni soprattutto locali, tenute sotto scacco per l’apertura di procedimenti penali che, ed era l’altro motivo “forte”, per lo più finiscono in archiviazioni.

I numeri allora. Nella fase delle indagini il biennio, 2021-2022, certifica il drastico calo dei procedimenti sopravvenuti, verosimile effetto dell’ultimo intervento normativo di riforma: si passa infatti da 4.745 procedimenti a 3.938; le richieste di archiviazione sono state 4.121 nel 2021, 3.536 nel 2022, mentre l’azione penale è iniziata nel 2021 per 452 casi e nel 2022 per 360 (vanno collocati alla definizione ”in altro modo” 719 e 585 procedimenti nel biennio di riferimento). Quanto alle modalità di definizione, in dibattimento le condanne precipitano dalle già esigue 82 del 2016 alle 18 del 2021, mentre le assoluzioni passano da 290 a 256.

Insieme all’abuso d’ufficio però vengano contestati altri reati, anche gravi, in una pluralità di casi. Infatti, in tribunale nel 31,8% dei procedimenti e nell’11,4% davanti al Gip a venire contestato è il reato di falso ideologico; nel 15,1% in tribunale e nel 4,6% davanti al Gip spunta anche l’abuso edilizio e la lottizzazione abusiva; nel 13,1% il falso materiale del pubblico ufficiale (4,2% dal Gip). Con riferimento al tribunale, nel 9% dei casi il pubblico ufficiale deve rispondere anche di corruzione, nell’11,8% di truffa, nell’8% dei casi a venire contestato è anche il peculato e nel 6,3% la turbativa d’asta.

E del fatto che la soppressione del reato, oltre a legittimare gli oltre 3.600 condannati per abuso d’ufficio a titolo definitivo a presentare richiesta di revoca, rischi di lasciare scoperte condotte sinora punite è prova, per molti osservatori, la decisione del Consiglio dei ministri di mercoledì sera di inserire nel decreto legge carceri una norma che continuerà a sanzionare il peculato per distrazione. Il nuovo reato «non c’entra nulla con lìabuso d’ufficio - ha assicurato Nordio alla Camera -. I beni tutelati sono diversi».

Ma per l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando (Pd), «il ministro Nordio ci ha spiegato, per molti mesi, che non c’era bisogno di introdurre nuovi reati; anzi, bisognava toglierne uno: l’abuso d’ufficio. Poi, però, con un decreto se ne introduce uno nuovo: il peculato per distrazione»

Particolarmente delicato il profilo internazionale, perchè poco più di un anno fa la Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva anticorruzione che chiede la conservazione di un presidio penale per «l’esecuzione o l’omissione di un atto, in violazione delle leggi, da parte di un funzionario pubblico nell’esercizio delle sue funzioni al fine di ottenere un indebito vantaggio per sé o per un terzo». Nordio peraltro, pochi giorni fa, alla riunione dei ministri della Giustizia della Ue, ha annunciato di avere trovato un punto di intesa per un ammorbidimento della direttiva sul punto e per il riconoscimento dell’efficacia delle misure anticorruzione dispiegate dall’Italia.
Giovanni Negri
NT+Diritto Il Sole24ore
Avv. Antonino Sugamele

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