Corruzione di un giudice. Rileva il contenuto o la metodologia con cui ad essa si perviene?
Cassazione Penale
Sez. VI, Sent. n. 17987 del 20 aprile 2018
c.p. art. 319-ter
In tema di delitto di corruzione in atti giudiziari, per stabilire se la decisione giurisdizionale sia conforme o contraria ai doveri di ufficio deve aversi riguardo non al suo contenuto, ma al metodo con cui a essa si perviene, nel senso che il giudice, che riceve da una parte in causa denaro o altra utilità o ne accetta la promessa, rimane inevitabilmente condizionato nei suoi orientamenti valutativi, e la soluzione del caso portato al suo esame, pur accettabile sul piano della formale correttezza giuridica, soffre comunque dell'inquinamento metodologico a monte. (Fattispecie relativa a plurimi atti contrari ai doveri di ufficio posti in essere da giudice di pace che assegnava a sé la trattazione di dodici ricorsi in violazione della disciplina tabellare e dunque del principio del giudice naturale precostituito per legge). (Dichiara inammissibile, App. Lecce, 07/06/2017)
Sez. VI, Sent. n. 17987 del 24-01-2018 (ud. del 24-01-2018), (rv. 272916)
11-05-2019 22:40
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