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Sentenza

Reato di frode in commercio.
Reato di frode in commercio.
Alimenti - Reato di frode in commercio - Elemento soggettivo - Dolo generico - Consapevolezza e volontà di consegnare all'acquirente un bene mobile dissimile da quello dichiarato o pattuito - Sufficienza.
Il reato di frode in commercio è da considerarsi punito a titolo di mero dolo generico, richiedendosi per la sua integrazione la sola consapevolezza e volontà di consegnare all'acquirente un bene mobile dissimile da quello dichiarato o pattuito - senza che rilevino nell'occasione le specifiche finalità avute di mira dal soggetto agente. Il dolo del reo deve, tuttavia, investire il fatto tipico nella sua interezza, tanto da ricoprire la rappresentazione della diversità del prodotto per natura, origine, provenienza, qualità e quantità, che è l'intento di consegnare all'acquirente, ignaro dell'atto proditorio, una cosa difforme da quella concordata.
•Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 19 dicembre 2017 n. 56438
Avv. Antonino Sugamele

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