L'imputato deve essere processato da un magistrato la cui sezione penale è presieduta dalla madre. Rimessione?
Corte di Cassazione, sez. IV Penale, ordinanza n. 40058/18; depositata il 6 settembre
SENTENZA
vista la richiesta di rimessione proposta da:
M.F. nato il ..... a S.
avverso l'ordinanza del 11/01/2018 del GIP TRIBUNALE di VIBO VALENTIA
sentita la relazione svolta dal Consigliere EMANUELE DI SALVO;
lette/sentite le conclusioni del PG OLGA MIGNOLO
Il Proc. Gen. conclude per l'inammissibilita'
Udito il difensore
E presente l'avvocato G. F. del foro di LAMEZIA TERME in
difesa di M. F. che deposita, previa autorizzazione del
Presidente, documentazione relativa all'istanza di rimessione ex art. 45 cpp ed
insiste per l'accoglimento del ricorso
Consigliere,Estensore
OSSERVA
1.M.F. propone istanza di rimessione del processo pendente nei
suoi confronti di fronte al Tribunale di Vibo Valentia, in quanto il Presidente della
Sezione penale del Predetto Tribunale è la madre dell'imputato. Pertanto, un
giudice della Sezione presieduta dalla madre dell'imputato dovrebbe decidere
sulla fondatezza o meno dell'imputazione mossa nei confronti del M. . Ne
deriva che qualunque giudice sia chiamato a decidere in merito all'accusa
formulata nei confronti del figlio della Presidente della sua Sezione potrebbe non
avere la serenità indispensabile per il giudizio. Vi è dunque una grave situazione
locale, destinata a proiettarsi con effetto perturbatore nell'ambito del processo,
non eliminabile se non con la rimessione del processo, non sussistendo i
presupposti per un'astensione o una ricusazione del giudice, poiché si versa in
una ipotesi differente.
2. La doglianza formulata non può trovare ingresso in questa sede. L'istituto
della rimessione del processo, che ha natura eccezionale, può, infatti, trovare
applicazione solo in presenza di gravi e non altrimenti eliminabili situazioni locali,
in grado di turbare lo svolgimento del processo e di pregiudicare la libera
determinazione delle persone che vi partecipano. Ne deriva che i profili di
condizionamento derivanti dallo stretto legame di parentela esistente tra
l'imputato ed un magistrato dell'ufficio, con funzioni dirigenziali, devono essere
superati attraverso i diversi istituti della ricusazione o dell'astensione. Ove poi
tutti i giudici si astengano o vengano ricusati e le relative dichiarazioni vengano
accolte, con conseguente impossibilità di procedere alla sostituzione dei
magistrati, potrà trovare applicazione il disposto dell'art. 43, comma 2, cod.
proc. pen., con conseguente rimessione del processo al giudice ugualmente
competente, determinato a norma dell'art. 11 cod.proc. pen. (Cass., Sez. 6, n.
22077 del 5-3-2015, Rv. 263559).
3.L'istanza va dunque dichiarata inammissibile.
PQM
Dichiara inammissibile l'istanza.
Così deciso in Roma il 10-4-2018.
Il Presidente
08-09-2018 18:12
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