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Sentenza

La riparazione per l'ingiusta detenzione: presupposti e condizioni
La riparazione per l'ingiusta detenzione: presupposti e condizioni
L'articolo 315 c.p.p.,nel disciplinare il procedimento per la riparazione dell'ingiusta detenzione, richiama le norme sulla riparazione dell'errore giudiziario e, pertanto, l'articolo 645 c.p.p. che stabilisce che l'istanza deve essere presentata dalla parte interessata o da un procuratore speciale. La sua proposizione, in quanto espressione della volontà della parte di far valere il diritto alla riparazione in giudizio, può avvenire, oltre che personalmente dall'interessato , anche per mezzo di procuratore speciale nominato nelle forme previste dall'articolo 122 c.p.p., con esclusione del difensore con procura, avendo la legge voluto garantire sia l'autenticità dell'iniziativa, sia la sua diretta e inequivocabile derivazione dalla volontà dell'interessato. Infatti, dall'usuale contenuto del mandato ad litem, privo di ogni specifico riferimento all'azione da esercitare e contenente richiami a istituti del tutto estranei alla procedura in oggetto, si ricava la totale assenza di specificità del mandato medesimo e della esplicitazione della volontà della parte di trasferire al difensore il potere di esercitare l'azione riparatoria.
•Corte di cassazione, sezione IV, sentenza 5 aprile 2017 n. 17199
Avv. Antonino Sugamele

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