Reati contro la persona – Violenza sessuale – Configurabilità del delitto – Pluralità di atti non diretti a zone oggettivamente erogene – Valutazione globale e unitaria – Sussistenza.
Corte cassazione, sezione III, sentenza 4 ottobre 2016 n. 41469
Per la configurabilità della violenza sessuale, la rilevanza di tutti quegli atti che, in quanto non direttamente indirizzati a zone chiaramente e pacificamente definibili come erogene, possono essere rivolte al soggetto passivo anche con finalità del tutto diverse (come i baci e gli abbracci), deve costituire oggetto di accertamento da parte del giudice di merito, in base ad una valutazione che tenga conto dell'intera condotta attiva, del contesto di effettivo svolgimento dell'azione e dei rapporti personali e non intercorrenti tra gli individui coinvolti. Nella fattispecie esaminata, il giudice di merito ha correttamente operato una interpretazione complessiva e non atomistica dei singoli atti in cui si è espletata la condotta dell'imputato, correttamente collocando i gesti incriminati in una serie di antefatti che tradivano palesemente la natura sessuale della stessa: la presa dei fianchi della donna con le mani da parte dell'imputato e la successiva adesione del suo corpo al proprio costituisce un'invasione della sfera più intima della persona, che, unitamente ad abbracci avvolgenti, baci non graditi e toccamenti del seno forzatamente distolti da parte della donna – anche in considerazione del rapporto di subordinazione lavorativa esistente tra i soggetti coinvolti - contribuisce ad integrare la fattispecie della violenza sessuale.
18-10-2016 22:12
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