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Sentenza

Rigettato il ricorso straordinario di un ex senatore trapanese, detenuto per concorso esterno  in associazione per delinquere di stampo mafioso.
Rigettato il ricorso straordinario di un ex senatore trapanese, detenuto per concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso.
Cassazione Penale Ord. Sez. 7 Num. 26347 Anno 2024
Presidente: ROMANO MICHELE
Relatore: SESSA RENATA
Data Udienza: 13/06/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
D'A. A. nato a TRAPANI il ....
avverso la sentenza del 13/12/2022 della CORTE DI CASSAZIONE di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere RENATA SESSA;
Rilevato che A. D'a. ha proposto ricorso straordinario avverso la sentenza
della Prima sezione penale della Corte di Cassazione, che ha rigettato il ricorso
ordinario proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte di Appello di
Palermo, che - in seguito a giudizio di rinvio - riteneva l'imputato responsabile di
concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso;
Considerato che il primo ed unico motivo di ricorso, con il quale il ricorrente
denunzia l'errore percettivo nel quale sarebbe incorsa la Corte di Cassazione in ordine
alla valutazione degli atti processuali con conseguente applicazione di una pena
illegittima, è manifestamente infondato, atteso che il giudice di legittimità,
confermando la ricostruzione fattuale operata dal giudice di appello - il quale
accertava che la condotta del D'a. si fosse protratta fino al 2006 (ciò in base al
ragionamento che la stessa Corte di merito operava nel rigettare l'eccezione di
prescrizione) - non poteva incorrere in errori percettivi;
d'altra parte - è il caso di rammentare - l'errore materiale e l'errore di fatto, indicati
dall'art. 625-bis cod. proc. pen. come motivi di possibile ricorso straordinario avverso
provvedimenti della corte di cassazione, consistono, rispettivamente, il primo nella
mancata rispondenza tra la volontà, correttamente formatasi, e la sua
estrinsecazione grafica; il secondo - che è quello che si è ritenuto far valere nel caso
di specie col ricorso in scrutinio - in una svista o in un equivoco incidenti sugli atti
interni al giudizio di legittimità, il cui contenuto viene percepito in modo difforme da
quello effettivo, sicché rimangono del tutto estranei all'area dell'errore di fatto - e
sono, quindi, inoppugnabili - gli errori di valutazione e di giudizio dovuti ad una non
corretta interpretazione degli atti del processo di cassazione, da assimilare agli errori
di diritto conseguenti all'inesatta ricostruzione del significato delle norme sostanziali
e processuali (cfr. per tutte, Sez. 5, n. 29240 del 01/06/2018 Rv. 273193 - 01);
questa Corte ha, altresì, precisato nella motivazione della pronuncia Sez. U, Sentenza
n. 16103, del 27/03/2002, Rv. 221283 - 01 che: 1) - qualora la causa dell'errore non
sia identificabile esclusivamente in una fuorviata rappresentazione percettiva e la
decisione abbia comunque contenuto valutativo, non è configurabile un errore di
fatto, bensì di giudizio; 2) - sono estranei all'ambito di applicazione dell'istituto gli
errori di interpretazione di norme giuridiche, sostanziali o processuali, ovvero la
supposta esistenza delle norme stesse o l'attribuzione ad esse di una inesatta portata,
anche se dovuti ad ignoranza di indirizzi giurisprudenziali consolidati, nonché gli errori
percettivi in cui sia incorso il giudice di merito, dovendosi questi ultimi far valere -
anche se risoltisi in travisamento del fatto - soltanto nelle forme e nei limiti delle
impugnazioni ordinarie (conf. Sez. un., 27 marzo 2002 n. 16104, De Lorenzo, non
massimata);
Letta la memoria difensiva con cui si insiste nell'accoglimento del ricorso, i cui
rilievi nulla aggiungono ai fini di una diversa valutazione di quanto esposto in ricorso;
Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con
condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro
tremila in favore della Cassa delle ammende;
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e al versamento della somma di tremila euro in favore della cassa delle
ammende.
Così deciso/il 13 giugno 2024
Il consigliere estensore
Il Presidente


Avv. Antonino Sugamele

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