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Sentenza

Al fine di ammettere o di escludere l’ipotesi attenuata del reato previsto dall’articolo 73 del Dpr 309/1990 (comma 5) il giudice di merito deve dimostrare di aver valutato alcuni elementi della condotta illecita posta in essere: modi, mezzi, quantità, qualità e purezza della sostanza stupefacente.
Al fine di ammettere o di escludere l’ipotesi attenuata del reato previsto dall’articolo 73 del Dpr 309/1990 (comma 5) il giudice di merito deve dimostrare di aver valutato alcuni elementi della condotta illecita posta in essere: modi, mezzi, quantità, qualità e purezza della sostanza stupefacente.
Non va negata in radice la possibilità di riconoscere l’attenuante della lieve entità per lo spaccio di marijuana e cannabis anche in caso il reato sia stato commesso in prossimità di un luogo frequentato da giovani, ossia una palestra, come nel caso concreto. La Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 14690/2024 - ha accolto in parte il ricorso dell’imputato a cui il tribunale non aveva contestato l’aggravante relativa al luogo di commissione del delito - in quanto consumato in prossimità di spazi abitualmente frequentati anche da minori - ma a cui non era stata però riconosciuta l’attenuante della lieve entità per l’alto numero di dosi preparate anche se a fronte di un basso dato ponderale della droga leggera rinvenuta (34 grammi) e il non alto principio attivo rinvenuto nella sostanza.

Quindi la Cassazione rinvia al giudice di merito affinché in base agli elementi indicati dalla norma incriminatrice e dalla giurisprudenza valuti il ricorrere o meno dell’attenuante invocata dal ricorrente. In effetti, la Cassazione non ha ravvisato un ostacolo insormontabile al riconoscimento dell’attenuante la circostanza che la marijuana e la cannabis rinvenute fossero confezionate in ben 129 dosi singole detenute dal ricorrente a fini di cessione e nei pressi di una palestra.

Chiarisce la sentenza di legittimità che al fine di ammettere o di escludere l’ipotesi attenuata del reato previsto dall’articolo 73 del Dpr 309/1990 (comma 5) il giudice di merito deve dimostrare di aver valutato alcuni elementi della condotta illecita posta in essere: modi, mezzi, quantità, qualità e purezza della sostanza stupefacente. In assenza di valutazione di tali criteri a sostegno del giudizio che esclude la lieve entità del fatto la decisione è illegittima o per così dire incompleta.
Avv. Antonino Sugamele

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