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Sentenza

Riforma forense. I punti cardine. Le novità.
Riforma forense. I punti cardine. Le novità.
Riforma forense.
Il 23 novembre scorso il Senato ha approvato in prima lettura il testo di riforma della professione forense (AS 611 e collegati). Soddisfatto il Cnf, per il quale “la riforma rafforza la qualificazione degli avvocati e tutela l'affidamento dei cittadini” ed è frutto di una ritrovata unità di tutte le componenti dell'avvocatura su un testo condiviso. 
La riforma, nel suo impianto complessivo, mira a consentire l'accesso e la permanenza nella professione ai più meritevoli e a chi esercita effettivamente; punta ad una maggiore qualificazione e preparazione dei professionisti, introducendo criteri più rigorosi all'accesso, potenziando la formazione iniziale dei professionisti e la formazione permanente; garantisce la trasparenza verso i cittadini con l'obbligo dell'assicurazione per responsabilità civile.
In attesa di poter esaminare nel dettaglio il testo così come modificato dagli emendamenti approvati dall'aula di palazzo Madama ed esprimere un giudizio articolato e approfondito, il Cnf sottolinea l'importanza di alcuni passaggi del testo quali quelli che sanciscono il ripristino dei minimi tariffari inderogabili e del divieto di patto di quota lite, che introducono l'assicurazione per responsabilità civile obbligatoria, che stabiliscono la riserva di consulenza legale pur temperata, che introducono le specializzazioni forensi a rafforzare la tutela della qualità della prestazione, che stabiliscono che la permanenza dell'iscrizione all'albo è subordinata all'esercizio della professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente; che introducono misure a tutela delle donne avvocato per evitare l'interruzione della continuità professionale a causa della maternità; che prevedono un compenso per i praticanti al secondo anno di pratica; che istituiscono presso il Cnf  l'osservatorio permanente sull'esercizio della giurisdizione.
Non solo. Con la revisione del percorso di accesso agli albi, la centralità delle Scuole forensi per la preparazione iniziale degli aspiranti avvocati, l'obbligo fissato per legge della formazione permanente e la possibilità di accedere a una specializzazione, la riforma costruisce un percorso fortemente qualificante per gli avvocati, garantendo ancor di più la qualità della prestazione a tutto vantaggio dei cittadini. Infine, l'aggiornamento delle regole disciplinari con la separazione tra organismo requirente e organismo giudicante mira a garantire un maggiore controllo sulla correttezza, mantenendo la giurisdizione domestica ma garantendo la terzietà del giudice.
Avv. Antonino Sugamele

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