Insegnante condannato maltrattamenti ad un alunno: apostrofava sistematicamente la vittima, allora appena dodicenne, durante le lezioni e dinanzi ai compagni di classe, con epiteti dall'indiscutibile valenza ingiuriosa ("fetente", "deficiente", "coglione", "fituso", che sta per sporco, e "vucca aperta", nel senso di stolto), ma anche umiliante, considerando la differenza di ruolo, oltre che di età.