Lieve entità del piccolo spaccio. Giurisprudenza.

Stupefacenti.


Stupefacenti - Fatto di lieve entità - Valutazione complessiva degli elementi dell'azione. Ai fini del riconoscimento o meno dell'ipotesi del fatto di lieve entità, il giudice è comunque tenuto a valutare complessivamente tutti gli elementi normativamente indicati ovvero sia quelli concernenti l'azione che quelli attinenti all'oggetto materiale del reato. In tema di stupefacenti, solo attraverso tale valutazione complessiva della condotta tenuta dall'imputato, il giudice è in grado di valutare in concreto il "piccolo spaccio", caratterizzato da una minore portata dell'attività dello spacciatore, con una ridotta circolazione di merce e di denaro nonché di guadagni limitati e che ricomprende anche la detenzione di una provvista per la vendita.
• Corte cassazione, sezione VI, sentenza 25 novembre 2016 n. 50069.



Stupefacenti - Attività illecite - Fatto di lieve entità - Abitualità della condotta - Ostatività - Esclusione - Ragione. La differenza fra le due ipotesi di reato dell'articolo 73 D.P.R. n. 309/1990, previste rispettivamente nei commi 1 e 5) non attengono al carattere occasionale o abituale dello spaccio, in particolare l'ipotesi minore di cui al comma 5 non è affatto condizionata dalla episodicità dell'attività criminale, come dimostra il fatto che è prevista, nell'articolo 74 dello stesso Dpr, la figura della associazione finalizzata alla commissione di reati di cui all'articolo 73, comma 5. Piuttosto, la fattispecie autonoma di cui al comma 5 dell'articolo 73 è configurabile nelle ipotesi di cosiddetto "piccolo spaccio", che si caratterizza per una complessiva minore portata dell'attività dello spacciatore e dei suoi eventuali complici, con una ridotta circolazione di merce e di denaro nonché di guadagni limitati e che ricomprende anche la detenzione di una provvista per la vendita che, comunque, non sia superiore - tenendo conto del valore e della tipologia della sostanza stupefacente - a dosi conteggiate a decine.
Del resto, se si ritenesse che un reato autonomo, quale è l'articolo 73, comma 5, sussista non per le sue caratteristiche in sé, ma per essere la data condotta singola senza collocarsi in un contesto di condotta "abituale", dovrebbe ritenersi che il comma 1 dell'articolo 73 sia un reato abituale, ricorrendo, invece, il reato di cui al comma 5 a fronte di qualsiasi entità del singolo traffico che non abbia caratteri di abitualità; o, comunque, dovrebbe ritenersi l'ipotesi di cui al comma 1 quale reato eventualmente abituale con il conseguente assorbimento delle ulteriori (pur se numerose e protratte nel tempo) condotte (da queste premesse, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di condanna che aveva escluso il "fatto lieve" valorizzando solo la circostanza che le condotte di spaccio fossero "abituali").
• Corte cassazione, sezione VI, sentenza 9 febbraio 2016 n. 5257.



Stupefacenti - Detenzione e spaccio - Fatto di lieve entità - Parametri di riferimento - Valutazione - Fattispecie. La fattispecie di cui all'articolo 73, comma 5, D.P.R. n. 309/1990, si caratterizza per una complessiva minore portata delle attività dello spacciatore e dei suoi eventuali complici, con una ridotta circolazione di merce e di denaro, nonché guadagni limitati. Tale condotta può anche ricomprendere la detenzione di una provvista per la vendita, che, comunque, non deve essere superiore a dosi conteggiate a decine. Si deve valorizzare, inoltre, anche il dato economico della sostanza, in quanto parametro di individuazione del piccolo spaccio è anche la sua redditività, essendo evidente che, per ottenere il medesimo risultato economico, si dovrà commerciare un maggior numero di dosi di derivati della cannabis rispetto al numero di dosi di eroina (o di altra droga pesante) equivalente. Ciò con l'ulteriore precisazione che, rispetto ai parametri di riferimento indicati dalla norma (quantità e qualità dello stupefacente, mezzi adoperati, modalità e circostanze della condotta), anche lo scostamento da uno solo di questi comporta l'esclusione dell'ipotesi lieve (fattispecie in cui la Corte ha condiviso il diniego dell'ipotesi lieve operato dal giudice di merito valorizzando negativamente la circostanza del collegamento non occasionale degli imputati con trafficanti di rilevante spessore criminale dai quali si procuravano la droga e dalle modalità articolate della successiva attività di spaccio, non limitando l'apprezzamento al dato ponderale della sostanza sequestrata).
• Corte cassazione, sezione feriale penale, sentenza 26 agosto 2015 n. 35666.



Stupefacenti - In genere - Attività di cosiddetto piccolo spaccio - Reato di lieve entità - Configurabilità - Condizioni. In tema di reati concernenti gli stupefacenti, la fattispecie autonoma di cui al comma quinto dell'articolo 73 D.P.R. n. 309/1990 è configurabile nelle ipotesi di cosiddetto piccolo spaccio, che si caratterizza per una complessiva minore portata dell'attività dello spacciatore e dei suoi eventuali complici, con una ridotta circolazione di merce e di denaro nonché di guadagni limitati e che ricomprende anche la detenzione di una provvista per la vendita che, comunque, non sia superiore - tenendo conto del valore e della tipologia della sostanza stupefacente - a dosi conteggiate a "decine".
• Corte cassazione, sezione VI, sentenza 15 aprile 2015 n. 15642.

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