Sindaco accusato di omissione di atti di ufficio: non avrebbe chiuso la scuola non in regola con la normativa antisismica in base al basso livello di sismicità della zona.

In tema di sequestro preventivo, il periculum rilevante al fine della adozione della misura cautelare deve presentare i requisiti della concretezza e della attualità e deve essere valutato con riferimento alla situazione esistente al momento della sua adozione, sicché esso deve essere inteso, non già come mera astratta eventualità, ma come concreta possibilità — desunta dalla natura del bene e da tutte le circostanze del fatto — che la libera disponibilità del bene assuma carattere strumentale rispetto alla agevolazione della commissione di altri reati della stessa specie. Inoltre, è necessaria la sussistenza del requisito della pertinenzialità del bene sequestrato, nel senso che il bene oggetto di sequestro preventivo deve caratterizzarsi da una intrinseca, specifica e strutturale strumentalità rispetto al reato commesso non essendo sufficiente una relazione meramente occasionale tra la res ed il reato commesso.

SENTENZA
sul ricorso proposto dal
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Grosseto
nel procedimento nei confronti di
L.T., nato a F. il ...........
avverso l'ordinanza del 26/04/2017 del Tribunale di Grosseto
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere Laura Scalia;
udite le richieste del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore
generale Antonietta Picardi, che ha concluso per il rigetto del ricorso;
udito il difensore, avv. Luciano Giorgi, che ha concluso chiedendo il rigetto del
ricorso.
RITENUTO IN FATTO
1. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Grosseto ricorre
in cassazione avverso l'ordinanza del 26 aprile 2017 con cui il Tribunale di
Grosseto, in accoglimento della richiesta di riesame proposta da Francesco
L., sindaco del comune di Roccastrada, indagato per il reato di cui
all'art. 328 cod. pen., aveva revocato il sequestro preventivo disposto dal
G.i.p. sul plesso scolastico sito in Ribolla, frazione dell'indicato comune.
2. Al L. nell'indicata qualità, in concorso con l'assessore ai lavori
pubblici ed al dirigente dei servizi tecnici, si contesta, in via provvisoria, di
avere indebitamente rifiutato un atto del proprio ufficio che, per ragioni di
sicurezza pubblica, egli avrebbe dovuto compiere senza ritardo, omettendo
di chiudere l'indicato edificio nonostante dal certificato di idoneità statica
dell'immobile, redatto il 28 giugno 2013, ne emergesse la non idoneità
sismica.
3. Il Tribunale aveva ritenuto l'insussistenza di un pericolo concreto ed
attuale di crollo ragionevolmente derivante dal protratto utilizzo del bene
secondo destinazione d'uso, avuto riguardo all'attività scolastica nel primo
svolta ininterrottamente dalla fine degli anni sessanta.
4. In ragione dell'accertamento condotto dal tecnico che aveva redatto il
certificato di idoneità statica dell'edificio, il rischio sismico era risultato — in
applicazione del cd. indicatore del rischio di collasso previsto dalle 'Norme
tecniche per le costruzioni' emanate con il d.m. 14 gennaio 2008 — pari a
0,985, registrando in tal modo una 'inadeguatezza minima rispetto ai vigenti
parametri costruttivi antisismici' soddisfatti al raggiungimento del valore '1',
espressivo dell'assenza di criticità in caso di terremoto, in un territorio a
bassa sismicità, qual era quello su cui insisteva l'edificio già attinto da
sequestro.
5. Il Pubblico ministero ricorrente denuncia inosservanza ed erronea
applicazione della legge penale e delle norme integrative, deducendo che in
materia antisismica il pericolo legittimante l'adozione del sequestro
preventivo di cui all'art. 321, comma 1, cod. proc. pen., nella non
prevedibilità dei terremoti, doveva intendersi insito nella violazione della
normativa di settore, indipendentemente dall'esistenza di un pericolo in
concreto.
Nessun rilievo avrebbe pertanto potuto attribuirsi alla circostanza che
l'edificio insistesse su territorio classificato a bassa sismicità o che
l'inadeguatezza dell'immobile rispetto ai parametri costruttivi antisismici
fosse minima.
Il richiesto periculum sarebbe stato integrato infatti dal mantenere in
funzione un edificio scolastico che, in quanto non rispettoso della normativa
antisismica, sarebbe stato portatore di possibili conseguenze sulla incolumità
dei terzi.
CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è fondato e nel suo accoglimento va disposto l'annullamento
dell'ordinanza impugnata nei termini e per le ragioni di seguito indicate.
2. In tema di sequestro preventivo, il periculum rilevante al fine della
adozione della misura cautelare deve presentare i requisiti della concretezza
e della attualità e deve essere valutato con riferimento alla situazione
esistente al momento della sua adozione, sicché esso deve essere inteso,
non già come mera astratta eventualità, ma come concreta possibilità —
desunta dalla natura del bene e da tutte le circostanze del fatto — che la
libera disponibilità del bene assuma carattere strumentale rispetto alla
agevolazione della commissione di altri reati della stessa specie. Inoltre, è
necessaria la sussistenza del requisito della pertinenzialità del bene
sequestrato, nel senso che il bene oggetto di sequestro preventivo deve
caratterizzarsi da una intrinseca, specifica e strutturale strumentalità
rispetto al reato commesso non essendo sufficiente una relazione
meramente occasionale tra la res ed il reato commesso (Sez. 5, n. 12064
del 16/12/2009, dep. 2010, Marcante, Rv. 246881).
3. Il Tribunale del riesame cautelare, incorrendo in erronea applicazione
dell'indicato principio, ha ritenuto di poter escludere l'aggravamento delle
conseguenze del reato di omissione di atti di ufficio — contestato, ai sensi
dell'art. 328, primo comma, cod. pen., all'indagato, sindaco di Roccastrada
per aver omesso di inibire al persistente uso della collettività un edificio
scolastico, in quanto non rispondente a criteri di adeguatezza sismica — in
ragione della bassa sismicità della zona e del rilevato minimo scostamento
4. In materia di sequestro preventivo di cui all'art. 321 cod. proc. pen.,
ove venga in considerazione il pericolo di aggravamento del reato con
riguardo al perdurante utilizzo di un immobile pubblico la cui realizzazione
sia soggetta al rispetto di normativa antisismica, la nozione di concreta
possibilità del pericolo, che va scrutinata in ragione della natura del bene e
di tutte le circostanze che connotino il fatto, è insita nella violazione della
normativa dì settore (arg. ex Sez. 4, n. 6382 del 18/01/2007, Gagliano, Rv.
236104).
Nel carattere non prevedibile dei terremoti la regola tecnica di
edificazione è ispirata alla finalità di contenimento del rischio di verificazione
dell'evento.
Il rischio, apprezzato in chiave generale su tutto il territorio nazionale,
classificato per zone con indicazione, per ciascuna, della percentuale di
esposizione all'evento sismico, si traduce nella mappatura dell'intero
patrimonio immobiliare con attribuzione alle singole costruzioni di un
indicatore del 'rischio di collasso', calcolato in ragione dell'esposizione al
rischio sismico di zona.
La inosservanza della regola tecnica di edificazione proporzionata al
rischio sismico di zona,anche ove quest'ultimo si attesti su percentuali basse
di verificabilità, integra pur sempre la violazione di una norma di
aggravamento del pericolo e come tale va indagata e rileva ai fini
dell'applicabilità del sequestro preventivo.
5. Nella mancata applicazione dei richiamati principi, si impone
l'annullamento dell'ordinanza impugnata.
6. Il Tribunale in sede di rinvio procederà a nuovo esame in punto di
pericolosità provvedendo altresì a dare conto del presupposto giudizio di
pertinenzialità tra il reato di omissione di atti di ufficio, contestato
all'indagato ai sensi dell'art. 328, primo comma, cod. pen., ed il giudizio dì
persistente disponibilità del bene destinata ad aggravare o protrarre le
conseguenze del reato.
Roma, 14/11/2017
P.Q.M.
Annulla l'ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di
Grosseto.

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