La presenza della psicologa scolastica in un’aula di scuola elementare è reato (violenza privata) se non è preventivamente autorizzata dai genitori degli alunni.

Secondo il Gup, che aveva disposto il proscioglimento di tutti gli imputati, l’osservazione della psicologa non aveva il carattere di «attività impositiva» richiesto dalla norma (articolo 610 del codice penale), mentre il falso cadrebbe per la mancata qualificazione di atto pubblico rivestito dalla relazione medico/psicologica.

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Corte di Cassazione, Quinta sezione penale, sentenza 40291 del 5 settembre
La Quinta penale della Cassazione (sentenza 40291/17, depositata ieri) ha annullato il proscioglimento del Gip di Arezzo nei confronti di due dirigenti scolastici, due insegnanti e della stessa psicologa, tutti portati a giudizio dai genitori di un bimbo di sette anni con presunti problemi comportamentali. Gli insegnanti avevano chiesto, in particolare, la consulenza del medico durante le ore di lezione per osservare , pur dissimulando l’attività, l’atteggiamento relazionale dell’alunno. Al termine dell’analisi, durata due mesi. il medico aveva stilato una relazione di cui i genitori avevano sentito parlare, solo a fine anno scolastico, durante un colloquio con l’insegnante. Da lì la richiesta di accesso agli atti, puntualmente negata - come l’esistenza stessa della relazione - dai due dirigenti scolastici passatisi l’incarico a cavallo degli anni interessati.

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